Make gardens, not wars
La scorsa settimana ho saltato. Ma mi sono proprio dimenticato, ti chiedo scusa.
Quando non posso, lo sai che avviso.
Ero impegnato in una cosa bellissima.
Ho creato il primo workshop dal vivo per insegnare ai giardinieri come illuminare il tuo giardino in maniera scenografica (ma anche funzionale).
Eravamo a Burago di Molgora (MB) nella sede di un’azienda virtuosa che fa giardini verticali e si chiama VerdeProfilo (clicca qui se vuoi vedere il loro sito e cosa fanno).
Questi siamo noi…mancano giusto un paio di persone che avevano preso già la via di casa.
Data l’unicità dell’evento sono arrivati anche dalla Puglia e dalla Sardegna.
È stato un successone.
Questi, nello specifico, sono i formatori: io al centro, Matteo Appignanesi il lighting designer , a destra il famoso paesaggista Roberto Malagoli.
Entrambi hanno esperienza internazionale e sono dei veri top player nel loro settore (come, d’altronde, lo sono anche io).
Abbiamo dato tantissimo valore.
Ora che ho portato la giustificazione, passiamo al tema di oggi.
MAKE GARDENS, NOT WARS.
Vorrei evitare di essere l’ennesimo che parla di guerra, ma non riesco proprio a farlo, perché il motivo stesso per cui scrivo questo blog nasce dall’esigenza di fare qualcosa — anche nel mio piccolo — per questo mondo un po’ sgangherato che, invece di fermarsi a guardare i fiori, continua ostinatamente a tenere gli occhi puntati sui missili.
Ed è proprio per questo che tiro di nuovo in ballo il nostro impegno e il nostro movimento FLOWER POWER (se sei nuovo, leggi qui che cos’è).
Lo faccio perché funziona.
Per quanto mi sforzi di tenermi lontano dai bollettini di guerra — cosa sempre più difficile visto che sui social girano video di ogni tipo e che, per lavoro, io sui social ci passo dentro parecchio tempo — prima o poi qualcosa mi arriva addosso lo stesso e me lo devo sorbire.
E che tu lo voglia ammettere oppure no, che tu sia uno di quelli che dice “a me non fa effetto” o che pensa di avere il cuore abbastanza duro per restarne fuori, la verità è che nessuno è davvero immune da quelle energie negative.
Dimmi se non è così: rispondimi nei commenti oppure scrivimi in privato, ma la sensazione che rimane addosso è un po’ come avere sempre un velo leggermente grigio sopra la giornata, una specie di magone nello stomaco che non sai bene da dove arrivi e che, piano piano, ti impedisce di sentirti davvero leggero, davvero felice.
E questo vale per me, che tutto sommato cerco di starne lontano e che con quei contenuti ci devo lavorare; immagina cosa succede a milioni di persone che restano agganciate a quei video dalla mattina alla sera, guardando esplosioni e missili come se fossero serie televisive.
Quelle persone si portano dietro angoscia, e quell’angoscia, inevitabilmente, finisce per diffondersi nel mondo.
L’altro giorno, come ti ho raccontato, nonostante i successi di lavoro mi aggiravo per Pisa con il mio magoncino (che non è un razza di cane).
Nella stessa giornata per due volte mi sono trovato davanti alla bellezza dei fiori, mi sono fermato ad ammirare ed ho fatto il pieno di energia positiva.
La prima con il Biancospino la mattina presto, mentre tornavo a casa dalla consueta passeggiata mattutina.
Il Biancospino che è pure leggermente profumato.
Lo stesso pomeriggio, mentre giravo in macchina, mi sono addirittura fermato per fare le foto.
Perché ho pensato a te e all’articolo di oggi.
Che dire signori di questa: LA MAGNOLIA OBOVATA.
Che spettacolo.
Non solo è stupenda, ma ti dona i fiori in un momento in cui ogni anno ne rimani stupito perché non te l’aspetti.
Oltre al selfie, ho fatto anche una foto più bella per farti gustare appieno lo spettacolo: WOW!
Sul nostro sito Eden dei Fiori trovi lo schedone per coltivarla, clicca qui.
Perché ti ho raccontato tutte queste cose?
Perché quelle due piante fiorite mi hanno cambiato la giornata.
Anzi, a pensarci bene, mi hanno cambiato qualcosa dentro che è rimasto anche nei giorni successivi.
Ed è proprio qui il punto.
Il nostro impegno deve essere questo: fare e far fare giardini sempre più belli, ma soprattutto educare chi ci sta intorno.
Non solo alla bellezza delle piante — che è la prima cosa che si vede — ma anche al loro potere più nascosto, quello di cui ancora troppo poche persone sono davvero consapevoli.
Le piante non sono solo decorazione.
Sono equilibrio, sono energia, sono benessere diffuso.
Le piante e i fiori fanno star bene l’uomo.
I missili no: è banale, ma pare che non tutti lo sappiano.
E allora continuiamo su questa strada.
Make gardens, not wars.
E, come sempre…
🌻Bloom your life
Alessandro Di Fonzo – Life Gardener







